Visualizzazione post con etichetta Attualità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Attualità. Mostra tutti i post

martedì 20 aprile 2021

I disturbi alimentari


 I distubi alimentari sono un fenomeno molto diffuso, soprattutto tra le giovani adolescenti. Anoressia, bulimia e binge eating sono spesso meccanismi di difesa che usano il cibo per gestire stati d’animo complessi, come il senso di vuoto. In tutto questo, la famiglia ha un ruolo fondamentale. Vediamo cosa causa queste problematiche, con le parole di chi ci è passato.

In Italia sono tre milioni le persone che convivono con i disturbi del comportamento alimentare. Fra questi vi sono 2,3 milioni adolescenti.Tra i disturbi alimentari tipici di questa fase riscontriamo l’anoressia, una malattia che colpisce più che altro le donne (95 per cento dei casi), e che si sviluppa più spesso nella fascia di età 15-25 anni.

L’adolescenza, in effetti, è una fase delicata, di cambiamento e di transizione.I ragazzi e le ragazze affrontano un momento in cui il corpo e la mente passano dall’essere bambini all’essere giovani adulti. La pubertà fa cambiare il corpo, e la ricerca di approvazione nel gruppo dei pari (ma non solo) porta a sviluppare un’attenzione maniacale al proprio aspetto fisico.

I problemi con il cibo che si manifestano in questo periodo possono rappresentare una richiesta d’amore disperata e la necessità di ottenere riconoscimento e conferme.A questo proposito, la famiglia e le sue regole sono fondamentali per accompagnare il giovane in questo percorso di crescita.L’anoressia riguarda la paura intensa di ingrassare. Il percorso verso l’anoressia inizia solitamente con una dieta ferrea e passa attraverso un controllo maniacale delle calorie ingerite e il rifiuto del cibo, con il rischio di intaccare le funzioni vitali del corpo. L’incontro con lo specchio, però, non restituirà mai l’immagine di un corpo ideale. L’anoressia è invece un tentativo disperato di difendersi dalle relazioni che feriscono. Ad esempio, alcuni genitori si prendono cura dei figli in funzione dei propri bisogni, invece che di quelli del bambino (tipico dei “genitori elicottero“). Così può capitare che i figli, per sentirsi amati, debbano compiacere i genitori, perdendo però la propria spontaneità e vivendo se stessi come una “estensione” delle figure genitoriali. Crescendo, questi bambini avranno difficoltà a identificare i propri stati interiori e faranno fatica a diventare autosufficienti.


La persona anoressica, al contrario di ciò che sembra, è un soggetto disperatamente affamato. Ma la fame non riguarda (solo) il cibo. L’anoressica ha fame d’amore, ma sceglie di occuparsi di quella del corpo, dal momento che lega la propria autostima all’essere magra. L’attività di controllo occupa la sua mente in modo pervasivo, condizionando tutta la giornata e le relazioni con gli altri.

Cellulari come droga per gli adolescenti


 _Cellulari come droga per gli adolescenti_: un imponente studio britannico dimostra quali siano le conseguenze sugli adolescenti di un uso smodato degli smartphone.

Si parla da tempo del fatto che l’uso degli smartphone crei una dipendenza sui giovanissimi paragonabile a quella degli stupefacenti. Ora arriva uno studio del prestigioso istituto di ricerca londinese King’s College che conferma definitivamente l’ipotesi: i cellulari sono come droga per gli adolescenti. L’indagine britannica ha scoperto come i teenager abbiano comportamenti di grave turbamento che si spingono fino al panico quando vengono privati dei loro telefoni. La stessa situazione avviene quando non c’è rete. I ricercatori in forza al centro di ricerca inglese hanno analizzato gli studi fatti finora sull’argomento, scoprendo che il 23% dei ragazzini mostrava i sintomi tipici della dipendenza. Si tratta di oltre quaranta analisi che hanno coinvolto oltre 40.000 adolescenti. È la più ampia indagine mai dedicata alle conseguenze dell’abuso del cellulare. I risultati non lasciano spazio a dubbi. Gli adolescenti innanzitutto sviluppavano un senso di ansia importante quando non potevano o non riuscivano a usare il loro telefono. Avevano anche scatti di ira e sbalzi di umore quando si chiedeva loro di ridurre il tempo utilizzato per chattare o per inviare messaggi. Quindi vedendo quanto i cellulari possano essere dannosi c’è bisogno anche dell’intervento dei genitori, per mettere fine a questo pericoloso fenomeno.

martedì 23 marzo 2021

Il vaccino mRNA messaggero


 Appena un anno fa, poche persone al di fuori di una piccola rete di scienziati e aziende avevano sentito parlare di vaccini a mRNA. Oggi milioni di persone ripongono le loro speranze in queste immunizzazioni basate sulla genetica, che sono diventate il fulcro della lotta contro COVID-19. Ma le carenze nei rifornimenti e nei materiali necessari per la produzione dei vaccini potrebbero portare a una scarsità diffusa, dicono alcuni scienziati.

Le prime dosi di vaccini per COVID-19 a mRNA hanno iniziato ad arrivare negli ospedali degli Stati Uniti e di diversi altri paesi a dicembre. Una questione fondamentale è quanto velocemente le aziende che li preparano possano aumentare la produzione per soddisfare la domanda globale.

Questa è la prima volta che i vaccini a mRNA sono stati autorizzati per l'uso al di fuori degli studi clinici. Essi agiscono ingannando le cellule del corpo stesso affinché producano una proteina virale che stimola le reazioni immunitarie contro l'infezione. Gli Stati Uniti finora hanno concesso l'autorizzazione d'emergenza a due vaccini per COVID-19 prodotti dalle aziende farmaceutiche Pfizer e BioNTech e dalla società biotecnologica Moderna, basati entrambe sull'mRNA. Una terza società chiamata CureVac, con sede a Tubinga, in Germania, ha attualmente un vaccino a mRNA in studi clinici di fase avanzata.

Alla fine di dicembre, l'amministrazione Trump ha raggiunto un accordo con Pfizer per fornire 100 milioni di dosi aggiuntive agli Stati Uniti entro la fine di luglio, con il risultato di raddoppiare la quantità originariamente commissionata dal governo.

martedì 9 marzo 2021

La giornata delle donne

La Giornata internazionale dei diritti della donna ricorre l'8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, economiche e politiche, sia le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in molte parti del mondo. Viene associata alla Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne istituita il 17 dicembre 1999 e che cade ogni anno il 25 novembre. Questa celebrazione si tiene negli Stati Uniti d'America a partire dal 1909. In alcuni paesi europei dal 1911 e in Italia dal 1922. Specialmente in passato e ancora oggi dall'Unione donne italiane e nell'accezione comune viene chiamata Festa della donna anche se è più corretto Giornata internazionale della donna, poiché la motivazione non è la festa ma la riflessione. Il VII Congresso della II Internazionale socialista si tenne a Stoccarda dal 18 al 24 agosto 1907 e vi parteciparono 884 delegati di 25 nazioni. In quella sede vennero trattati, oltre al problema dell'atteggiamento da tenere in caso di una guerra europea e al tema del colonialismo, anche la questione femminile e la rivendicazione del voto alle donne. Su quest'ultimo argomento il Congresso votò una risoluzione nella quale si impegnavano i partiti socialisti a lottare energicamente per l'introduzione del suffragio universale delle donne, senza allearsi con le femministe borghesi che reclamavano il diritto di suffragio, ma con i partiti socialisti che lottano per il suffragio delle donne. Due giorni dopo, dal 26 al 27 agosto, fu tenuta una Conferenza internazionale delle donne socialiste, alla presenza di 58 delegate di 13 paesi, nella quale si decise la creazione di un Ufficio di informazione delle donne socialiste: Clara Zetkin fu eletta segretaria e la rivista da lei redatta, Die Gleichheit, divenne l'organo dell'Internazionale delle donne socialiste. Le celebrazioni furono interrotte in tutti i paesi belligeranti negli anni seguenti allo scoppio della prima guerra mondiale, avvenuto nel luglio 1914, così come venne cancellato il congresso della Seconda Internazionale previsto a Vienna tra il 23 e il 29 agosto di quell'anno, in concomitanza del quale si sarebbe dovuta svolgere anche la terza Conferenza internazionale delle donne socialiste. A San Pietroburgo, l'8 marzo 1917 le donne della capitale guidarono una grande manifestazione che rivendicava la fine della guerra: la fiacca reazione dei cosacchi inviati a reprimere la protesta incoraggiò successive manifestazioni che portarono al crollo dello zarismo ormai completamente screditato e privo anche dell'appoggio delle forze armate, così che l'8 marzo 1917 è rimasto nella storia a indicare l'inizio della Rivoluzione russa di febbraio. Per questo motivo, e in modo da fissare un giorno comune a tutti i Paesi, il 14 giugno 1921 la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste, tenuta a Mosca una settimana prima dell'apertura del III congresso dell'Internazionale comunista, fissò all'8 marzo la «Giornata internazionale dell'operaia». In Italia la Giornata internazionale della donna fu tenuta per la prima volta soltanto nel 1922, per iniziativa del Partito comunista d'Italia, che la celebrò il 12 marzo, prima domenica successiva all'ormai fatidico 8 marzo. In quei giorni fu fondato il periodico quindicinale Compagna, che il 1º marzo 1925 riportò un articolo di Lenin, scomparso l'anno precedente, che ricordava l'otto marzo come Giornata internazionale della donna, la quale aveva avuto una parte attiva nelle lotte sociali e nel rovesciamento dello zarismo.

Videogiochi cattivi maestri ?

Secondo Gustavo Pietropolli Charmet, professore di Psicologia dinamica all'Università Bicocca di Milano, «i bambini di oggi sono molto tecnologici, sviluppano grandi competenze in questo campo sin da piccoli, proibire loro l'uso dei videogiochi è un'assurdità. Non si può proporre loro di giocare con la fionda, ma di allinearsi con i tempi e vivere la contemporaneità. Le apprensioni dei genitori verso i videogiochi sono comprensibili ma infondate. Al contrario, dovrebbero avvicinarsi alle nuove tecnologie, farsi spiegare dai figli come funzionano e che cosa li stimola maggiormente. La presenza dei grandi resta fondamentale nella scelta dei videogiochi, per privilegiare quelli con potenzialità creative »Un sondaggio effettuato negli Stati Uniti rivela che quasi tutti gli adolescenti americani videogiocano su computer, console e telefonino; è così anche in Italia? «La situazione è sovrapponibile, è un linguaggio generazionale da condividere con i coetanei, un nuovo modo per farsi degli amici. Videogiochi e social network consentono di rimanere in contatto con amici, virtuali e reali, e di stabilire nuovi legami al di fuori della famiglia, magari con persone che vivono in luoghi lontani con le quali scambiarsi confidenze. Un passaggio fondamentale per la crescita. Non solo: i videogiochi contribuiscono allo sviluppo di importanti facoltà, come la rapidità di riflessi, la creatività della mente e la capacità di coordinazione. » Esiste un limite di età e di tempo da dedicare a queste attività? «Non prima dei 6-7 anni. Quanto al tempo, la scelta è soggettiva: i ragazzini di oggi sono molto impegnati tra scuola, corsi di lingue e attività sportive, di hanno poco. Due ore al giorno è un tempo ragionevole per sviluppare apprendimento e socializzazione. Secondo Anna Oliverio Ferraris, docente di Psicologia dello sviluppo all'Università La Sapienza di Roma, «sono diversi anni che si conducono studi sugli effetti di queste tecnologie sui bambini, ma non si può generalizzare. Prima di tutto bisogna considerare l'età: quello che può funzionare per un bambino di 9-10 anni può essere invece contro troproducente per uno che ne ha meno di 7. Un bambino che passa molte ore davanti a un computer qualche rischio lo incontra . I piccoli devono giocare nel mondo reale e non considerare il videogioco come esclusivo compagno di giochi, per non isolarsi. » Un recente studio condotto dal professor James Paul Gee dell'Arizona State University sostiene che i videogiochi ottimizzano l'apprendimento. Che cosa ne pensa? «Dipende dal gioco. Gli scacchi, per esempio, sono istruttivi perché aiutano a svilup- pare la creatività in ambito letterario, grafico-artistico e musicale. Altri sono violenti e, di conseguenza, possono scatenare comportamenti aggressivi o di simulazione, come testimoniano di- versi episodi di cronaca. Per questo, i genitori devono vigilare e soprattutto coinvolgere i ragazzini in altre attività, come sport o giochi di gruppo. Senza nulla togliere al mondo virtuale, la realtà continua a essere una buona palestra per lo sviluppo cognitivo ed emotivo. Gli anni dell'infanzia sono fondamen- tali la crescita dell'intelligenza sociale, che non avviene davanti a uno schermo. Il rischio è che si crei una dipendenza, che il bambino si isoli dalla realtà esterna, preferisca giocare da solo e abbia poi difficoltà a rapportarsi con il mondo reale. »

mercoledì 26 aprile 2017

TUTTE LE STRADE PORTANO A ... INTERNET
Se mi chiedessero di descrivere l'attuale fase della storia dell'uomo, la
prima parola che mi verrebbe in mente è Internet. Internet è una rete ad
accesso pubblico che connette vari dispositivi in tutto il mondo e
rappresenta, quindi, il principale mezzo di comunicazione di massa.
Come dice D. De Kerckhove, nell'intervento "Alla ricerca dell'intelligenza
collettiva", "siamo in uno stato di connessione permanente". Ai giorni
d'oggi, infatti, la maggior parte della popolazione mondiale si collega ad
Internet giornalmente. Il perché è legato agli innumerevoli vantaggi che
offre questa rete, ad esempio fornire in pochi minuti o addirittura in
pochi secondi una grandissima quantità di informazioni relative a qualsiasi
argomento, poter vedere attraverso lo schermo amici e parenti dell'altra
parte del mondo, aggiornarci in tempo reale su cosa accade attorno a noi,
ecc.
"La crescita esponenziale di adesione ai social network ha consentito di
sperimentare le forme partecipative attorno a condivisioni di informazioni
e pratiche di intrattenimento, moltiplicando e innovando le occasioni di
produzione e riproduzione del capitale sociale" (G. Boccia Artieri). Ciò
significa che, oltre ad essere uno dei principali strumenti di
comunicazione, Internet è diventato ormai un canale lavorativo e una fonte
di guadagno, soprattutto per le nuove generazioni. Nel mercato online ha
assunto una particolare importanza la figura del consumatore che valuta i
vari prodotti. La sua "sentenza", positiva o negativa, ha fin da sempre
segnato la vita o la morte di una determinata merce. Ma ancor di più accade
nel mondo online, poiché i consumatori "diffondono istantaneamente le
notizie" (D. Goleman) che vengono visionate non da un piccolo distretto
territoriale, ma dall'intera comunità digitale. La carriera del venditore,
pertanto, è nelle mani di questi consumatori perennemente in contatto.
Se ci si sofferma su quanto detto, Internet appare un organismo perfetto,
ma purtroppo in ogni cosa c'è il rovescio della medaglia. Soprattutto tra i
giovani, il contatto umano si va perdendo poiché si comunica
prevalentemente tramite cellulare e computer. Inoltre, anche il dialogo
all'interno della stessa famiglia è notevolmente ridotto. Se, per esempio,
ci soffermiamo ad osservare una famiglia tipo in un locale, come una
pizzeria o un ristorante, possiamo notare che, in attesa del pranzo o della
cena, ogni membro ha nelle mani il cellulare o altri apparecchi
elettronici. Da ciò, si può affermare che Internet crea dipendenza.
Se si parla di contenuto poi, è vero che in rete si trovano un'infinità di
materiale valido e utile, ma è anche vero che ci sono tante e tante
sciocchezze. Questo però, come afferma Y. Benkler, può rappresentare un
fattore positivo perché "ci insegna ad essere scettici" e ad individuare da
soli cosa ci serve. In conclusione, penso che ormai tutte le strade portano
ad Internet e come dice M. Castells "se non vi occuperete delle reti, in
ogni caso saranno le reti ad occuparsi di voi. Se avete intenzioni di
vivere nella società, in questa epoca e in questo posto, dovrete fare i
conti con la società in rete. Perché viviamo nella Galassia Internet".

Cordiali saluti,
Rosa Triolo 3D|
DOPO TRUMP  


Da quando Donald Trump si è insediato alla Casa Bianca, diventando il
45esimo presidente degli Stati Uniti, i giornali non hanno fatto altro che
parlare di lui.
Trump non ha perso tempo e sin dal giorno del suo insediamento, il 20
gennaio, ha iniziato a dare forma a tutto ciò che aveva promesso durante la
campagna elettorale. Eppure, a due mesi dal suo giuramento al Congresso,
non è facile mantenere il passo con il susseguirsi delle notizie, visto
l'ingente numero.
In molte città degli U.S.A migliaia di persone hanno protestato contro
l'elezione del " magnate americano ", sostenendo di essere preoccupate.
Trump, ad esempio, ha firmato decine di ordini esecutivi, tra questi quello
che ha proibito l'entrata negli Stati Uniti a tutti i richiedenti rifugio e
agli individui di sette diverse nazioni a maggioranza musulmana ( Iraq,
Iran, Yemen, Siria, Afghanistan, Sudan e Somalia), ha sortito qualche
temporaneo effetto, gettando così nel panico migliaia di persone e
scatenando proteste in tutto il paese.
Per quanto riguarda gli altri ordini,tutti celebrati con grandi annunci e
messe in scena piene di telecamere e fotografi, la situazione è leggermente
differente. Dall'ordine che autorizza la costruzione di un muro al confine
con il Messico, passando per quello sul rafforzamento dei controlli sugli
immigrati irregolari, fino al decreto che approva la realizzazione degli
oleodotti Dakota e Keystone, nulla di tutto ciò ha fatto veramente strada o
risulta essere una novità.
Non sta avendo vita facile il Presidente per quanto riguarda i suoi
collaboratori;Trump sta incontrando grandi resistenze per fare approvare le
sue nomine, e in meno di un mese ha già dovuto dire addio a uno dei suoi
più stretti collaboratori: Michael Flynn, il Consigliere per la Sicurezza
Nazionale, dato che l'FBI ha dimostrato come l'ex generale abbia avuto
stretti rapporti con i russi. A Trump non va meglio neanche al Congresso,
dove le nomine hanno trovato numerosi ostacoli, vedi Betsy De Vos, il nuovo
Segretario dell'Istruzione, celebre per aver detto che le armi andrebbero
tenute nelle scuole per  difendersi dagli orsi Grizzly.
L'unica nomina che non ha trovato ostacoli e 'quella di Steve Bannon, il
Capo Stratega recentemente nominato membro del Consiglio di Sicurezza
Nazionale, uno dei ruoli più importanti di tutti alla Casa Bianca. Da molti
visto come l'uomo più influente all'Interno della residenza presidenziale e
l'unico che Trump ascolti veramente, tanto che il Time ha dedicato una
copertina, definendolo il "Grande Manipolatore".
Parlando dei rapporti con il resto del mondo, è difficile decifrare quali
siano le vere intenzioni del nuovo presidente, sebbene in molti paesi la
figura di Trump desti parecchie preoccupazioni. Ciò che suscita maggiore
attenzione è il rapporto di Trump con la Russia.
Il Cremlino ha veramente dei materiali scottanti: si parla di incontri "
particolari" con delle escort in Russia, con i quali poter ricattare il
Presidente degli U.S.A? O un'altra ipotesi, non ancora dimostrata da alcun
documento, è che Trump abbia grandi debiti/affari in Russia e che qualche
oligarca o il governo stesso possa esercitare delle pressioni su di lui.
Ciò che pochi negherebbero è l'ammirazione del presidente americano per il
suo corrispettivo russo, con il quale vorrebbe diventare molto amico,
permettendo così ai due paesi di andare d'accordo.
Passando ad altri argomenti, Trump ha accolto diversi capi di Stato, fra
cui quello canadese, giapponese, inglese ed israeliano . Per quanto
riguarda quest'ultimo, Benjamin Netanyahu, i due hanno tenuto una
conferenza congiunta, durante la quale Trump ha dichiarato di essere
favorevole a qualsiasi soluzione che porti alla pace fra gli israeliani e
palestinesi, dimostrando di essere propenso persino all'ipotesi di un solo
stato. Una dichiarazione scioccante, rispetto agli immani sforzi
internazionali di promuovere una soluzione fra le due parti che veda la
formazione di due stati diversi, uno per gli israeliani e uno per i
palestinesi. Un altro atteggiamento, a livello di politica internazionale,
totalmente inaspettato ed estremamente pericoloso, è la posizione di Trump
nei confronti dell'Iran.
Il tycoon ha definito l'Iran come "il numero uno al mondo delle nazioni
terroriste" e ha etichettato l'accordo nucleare concluso da Obama come
disastroso.
Donald Trump ha anche discusso telefonicamente con numerosi capi di altri
stati; ha "bullizzato" il presidente messicano Enrique Pena Nieto ( che poi
ha annullato la sua visita alla Casa Bianca), dicendogli che avrebbe fatto
pagare il muro ai cittadini messicani. Ha sbattuto il telefono in faccia al
Primo Ministro australiano Malcom Turnbull, di accogliere più di mille
rifugiati in terra americana.

  Come riassumere la politica internazionale di Trump al momento?
Forte con i piccoli, debole con i forti.
I democratici stanno facendo di tutto per andare contro le nomine e le
decisioni di Trump; chi ha il potere, adesso, sono i repubblicani. Eppure
Trump dai membri del suo partito viene criticato apertamente per le sue
dichiarazioni.
E che dire del rapporto di Trump con i media? Le due parole che il
presidente predilige per etichettare tutta la stampa che non loda le sue
gesta o che lo critica sono "fake news" cioè notizie false. Giusto qualche
giorno fa, in uno dei suoi innumerevoli tweet, ha definito il New York
Times, la Cnn, Nbc...nemici del popolo americano.In tutto ciò una nota
speciale la merita una persona: Kellyanne Conway, uno dei consiglieri
presidenziali di Trump. La Conway si è resa famosa perché abilissima nel
dibattere con i giornalisti.

In conclusione tracciare una panoramica totale e comprensibile di tutto ciò
che è successo in questi mesi di presidenza Trump non è facile. Ad esempio
la numerosa famiglia presidenziale ha speso più soldi in spostamenti,
weekend in pochi mesi che tutta la famiglia Obama in un anno. La First Lady
Melania Trump preferisce restarsene con il figlio a New York, piuttosto che
vivere alla Casa Bianca con il marito. La figlia Ivana è sempre presente
agli incontri diplomatici, anche se non sarebbe autorizzata.
Confusi o totalmente travolti dalla quantità di cose successe finora?
Pensiamo questo: sono passati soli pochi mesi, chissà cosa succederà nei
prossimi?
Questi giorni passati sono stati paragonabili a un vero e proprio " giro
sulle montagne russe": rimane legittimo preoccuparsi.Sotto tutti i punti di
vista.
Potrebbe succedere di tutto!

Cordiali saluti,
Pieralba Scovazzo 2^D | 

giovedì 13 aprile 2017



ESULI ED EMIGRATI, UN COMUNE DOLORE.
Uno dei fenomeni più complessi che si è accentuato negli ultimi anni è
quello dell'emigrazione. L'emigrazione viene definita come fenomeno sociale
che porta un individuo o un gruppo di persone a spostarsi, appunto
emigrare, dal luogo natio verso altri luoghi per motivi sociali, politici,
economici, religiosi e altri ancora. I motivi sociali e politici sono così
antichi che si può fare riferimento persino a Dante Alighieri; accusato di
baratteria e condannato a pagare una multa di cinquemila fiorini e due anni
di esilio, Dante preferì rifiutare e raggiungere gli altri suoi compagni
esuli e, di conseguenza, aggravare la sua pena allungando il periodo
lontano dalla sua città, pur di non accettare una falsa accusa.In questo
caso, però, bisogna precisare che Dante, più che un emigrato, fu appunto un
esule, condizione che "nasce dalla vecchia pratica del bando" (E.W. Said).
Ma esule ed emigrato hanno di fatto un comune e doloroso destino, cioè
quello di dover abbandonare la loro amata terra. L'esilio per Dante
significò "l'inizio di una lunga fase di sofferenza interiore e di
ripensamento della sua poetica che costituì l'humus ideologico e stilistico
del suo capolavoro immortale: la Divina Commedia" (mondi.it - Dante
condannato all'esilio da Firenze).
Nel corso della storia ci sono sempre stati flussi migratori che
interessavano determinati Paesi, ma negli ultimi anni stiamo assistendo ad
un fenomeno migratorio dalle proporzioni mai registrate prima, dall'Africa
e Medio Oriente verso l'Europa, a causa soprattutto di guerre combattute
per la religione e per questioni politiche e territoriali.
L'emigrante era ed è ancor di più oggi una persona che fugge, corre e cerca
disperatamente e con ogni mezzo di raggiungere un briciolo di salvezza.
L'emigrante, oggi, si aggrappa a qualsiasi possibilità, anche se rischiosa
e pericolosa. Basti pensare a tutti quei barconi stracarichi di gente
speranzosa che, purtroppo, non sono mai arrivati in terra ferma. Ma anche
chi ce la fa deve affrontare un percorso tutto in salita. Li si guarda con
quell'occhio ostile e diffidente, ma non si pensa quasi mai a cosa hanno
passato, a quello che provano, alle loro paure. " Trovarsi, unico nero, in
una folla di bianchi. Attraversare una città dove ogni indicazione, dai
cartelli stradali alle insegne dei negozi, è scritta in un alfabeto ignoto.
Vivere nel terrore di essere rimandato a casa incontro alla guerra, alla
fame" (archivio.panorama.it - Le paure degli immigrati). Questi sono alcuni
dei tantissimi timori che turbano gli immigrati, per non parlare di
problemi ancora più grandi come trovare una casa, un posto di lavoro, tutte
quelle condizioni necessarie per potersi rifare una vita. E tutto non è per
niente facile; " gli esuli guardano a coloro che non lo sono con
risentimento. Loro appartengono al loro contesto, è ovvio, mentre un esule
è sempre fuori posto" (E.W. Said).

Cordiali saluti,
Rosa Triolo 3 D

venerdì 24 febbraio 2017

La campagna tra sì e no tra forse e magari


La nascita della Repubblica Italiana avvenne a seguito dei risultati del primo
referendum istituzionale svoltosi il 2 e 3 giugno del 1946, indetto per
determinare la forma di governo da dare all'Italia dopo la Seconda  guerra
mondiale e che vide circa 12 milioni di cittadini favorevoli alla repubblica e
circa 10 milioni favorevoli alla monarchia.
Nel 2006 vi fu un secondo referendum costituzionale, svolto tra il 25 e 26
giugno, con lo scopo di respingere il progetto di riforma costituzionale. Di recente l'Italia è stata di nuovo protagonista di un terzo referendum, tenutosi il
4 dicembre 2016. La cosiddetta riforma Renzi-Boschi recava <<Disposizioni
per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero di
parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni,
la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della
Costituzione>>.
Ma esattamente a cosa mirava questa riforma?
Innanzitutto è importante capire cos'è il bicameralismo, la CNEL e il
Titolo V. Il bicameralismo è un sistema parlamentare fondato su due camere.
Può essere perfetto o imperfetto, in Italia è perfetto o paritario in
quanto assegna poteri uguali ad entrambe le camere che nel complesso
formano il Parlamento. Il Consiglio Nazionale dell'economia e del lavoro
(CNEL) è un organo le cui competenze sono la legislazione economica  e
sociale. Infine c'è il Titolo V, cioè quella parte di costituzione in cui
vengono "stabilite" le autonomie locali: comuni, province e regioni. Già
nel 2001 erano state attuate riforme riguardanti la fisionomia del
territorio, rendendolo quasi "federalista".
Questa riforma costituzionale venne presentata dal Parlamento italiano il
12 aprile e sottoposta al referendum conformativo il 4 dicembre e in circa
8 mesi l'Italia è stata divisa in due, per così dire, fazioni. Una fazione
appoggiava Renzi e la Boschi, cercando di convincere la popolazione
italiana a votare sì, mentre la fazione avversaria non ha fatto altro che
contrabbattere. Ma realmente quali sono state le motivazioni del sì e quali
quelle del no? Il Sì prometteva tempi più rapidi in quanto le leggi
proposte non sarebbero dovute più passare, facendo un passo avanti e tre
indietro, tra Camera e Senato fino a quando non sarebbe stato raggiunto un
accordo. Prometteva di ridurre i costi eccessivi della politica, di
diminuire il numero dei senatori; prometteva “ una maggiore partecipazione
dei cittadini in quanto il Parlamento avrà l'obbligo di discutere sulle
proposte di legge…” come si evince dal sito ufficiale, www.Bastaunsì.it, dedicato
al referendum.
Ma in un'Italia come la nostra, impoverita da una forte crisi, la fiducia
è venuta a mancare. In un'Italia come la nostra, dove i precedenti Presidenti
non hanno fatto altro che giurare e promettere un cambiamento mai
raggiunto, come si poteva votare sì e dare fiducia a Renzi, divenuto
Presidente del Consiglio quasi illegittimamente? Per questo molti partiti
italiani si sono schierati contro, soprattutto il Movimento 5 Stelle
guidato da Grillo e da numerosi suoi sostenitori. Perchè in effetti questa
riforma portava a un cambiamento più apparente che reale! Superava il
bicameralismo? No, semplicemente avrebbe reso il tutto più confuso e complicato e non sarebbe stata
una riforma innovativa poichè il potere centrale sarebbe stato rafforzato  a danno
delle autonomie.  Il Movimento 5 Stelle si è reso portavoce del No e come si
può notare dal loro sito ufficiale  si possono
isolare alcuni motivi:
<<- Salvare i principi fondamentali della Carta voluti dai Padri
costituenti;
-mantenere il principio costituzionale dell'uguaglianza e libertà di voto;
- perchè dal bicameralismo perfetto si passerà a quello confuso;
- con la riforma diminuiscono gli spazi di democrazia per i cittadini;
- la costituzione non può  essere riscritta a maggioranza, soprattutto da
un Parlamento eletto in maniera illegittima.>>
E cosa ha fatto il Premier? Ha annuciato le proprie dimissioni nel caso in cui avesse
vinto il no, così l'intero Paese è sembrato maggiormente diviso tra "con Renzi"
e "contro Renzi" anzichè essere pro o contro la riforma costituzionale. In
questo caso la colpa è da attribuire allo stesso Presidente poichè in tal modo ha creato i presupposti per la vittoria di NO. Successivamente, si è accorto
del grosso sbaglio ma ormai il danno era irreparabile. Molti si sono
coalizzati contro Renzi con l'obiettivo di non fare approvare la legge ma soprattutto
di far dimettere il Premier dal suo incarico.
Sono state tante le campagne che hanno portato all'annientamento di Renzi e
della Riforma. Ad esempio, il deputato Alessandro Di Battista (M5S) ha
girato l'Italia gridando convinto "#iodicono". Durante l'ultima tappa
tenutasi a Torino, in un'intervista il deputato “pentastellato” ha affermato
:<<Questa politica ci ha impoverito, non ci possiamo fidare più di questa
gente...>>.
Dopo che il Monte Paschi di Siena aveva perso il 13,8% sulla
base della tesi che la vittoria del NO generava crisi bancaria e il giorno
dopo ha registrato un rialzo del 17%,  il giornalista de Il Giornale, F.Forte
dichiarava :<< E' bastata una giornata per dimostrare che la vittoria del No
non comporterà danni finanziari perchè mentre i trader, che comprano e
vendono in borsa per giocare sui differenziali, guardano al brevissimo
termine, gli investitori e i regolatori dei mercati considerano orizzonti
più ampi>>.
Fatto sta che il 4 dicembre 2016 il No ha avuto la meglio, ha vinto
abbondantemente. Renzi ha annunciato le proprie dimissioni in una conferenza
stampa dichiarando di aver perso e che la sua esperienza al governo finiva
lì. E adesso, chi guida le redini dello Stato? Adesso è tutto nelle mani di
Paolo Gentiloni e il fututo è tutto da scoprire.

Cordiali saluti,
Vito Musacchia 3D

giovedì 23 febbraio 2017

Gelosia e violenza: rifugi per i vigliacchi.



Quasi ogni giorno sui quotidiani leggiamo articoli di cronaca nera che
riguardano il femminicidio, sembra quasi che sia diventato qualcosa di
ordinario ed è molto triste che sia così.
In Italia nel 2016 si sono registrati 116 casi, 12 in meno del 2015, ma è
comunque un dato molto preoccupante.
"La situazione della donna oggi in Italia è allarmante: stiamo perdendo
punti nel lavoro, nei diritti, in temi come quelli dell'aborto e nella
violenza. I femminicidi sono sempre tanti. Stiamo tornando lentamente
indietro". (Gabriella Guarnieri Moscatelli)
Come può uno Stato abbastanza all'avanguardia come il nostro accettare una
situazione simile? Vengono uccise donne di tutte le età, per motivi molto
futili, come un divorzio o il troncamento di un rapporto. È orribile che gli uomini uccidano la donna che amano per possessività e gelosia e cerchino di giustificarsi, ma non esiste alcuna giustificazione se si tratta di ciò.
Ci sono certe donne che vengono bruciate vive, altre vengono picchiate e
massacrate, e le loro storie mettono i brividi. Alcune hanno la fortuna di
rimanere vive, ma sono segnate a vita sia fisicamente, sia
psicologicamente. Sono donne che non riusciranno mai più a fidarsi di un
uomo per paura di rischiare la vita.
Un caso recente è quello di Jennifer: è morta accoltellata dall'ex.
I due convivevano e a quanto pare avevano intenzione di sposarsi, ma la
ragazza lo aveva lasciato per problemi di incompatibilità. Qualche giorno
dopo lei era tornata in casa per prendere le sue cose e i due hanno
cominciato a discutere finché lui non l'ha uccisa. Un vicino ha chiamato i
carabinieri dopo aver sentito le urla della madre della ragazza e quando
sono arrivati hanno trovato la ragazza morta e il ragazzo che aveva tentato
di uccidersi con lo stesso coltello, ma era soltanto ferito.
Per la famiglia del ragazzo è stata una tragedia inaspettata e hanno
scritto una lettera alla famiglia di Jennifer, inoltre il fratello è stato
intervistato e quando gli è stato chiesto se il ragazzo fosse geloso,
possessivo o violento lui ha risposto che aveva paura anche della sua ombra
e che tutto ciò che è accaduto l'ha davvero sconvolto proprio per questo.
Quindi come ci si può fidare totalmente di una persona? È praticamente
impossibile, dato che talvolta da una persona apparentemente normale può
uscirne fuori un omicida.
Ma la cosa più orribile è quando la coppia in questione ha anche dei figli:
specialmente se piccoli, essi cresceranno orfani di madre per colpa del

padre, senza conoscere l'amore che dovrebbe esserci in una vera famiglia.
Se un uomo uccide una donna vuol dire che non l'amava davvero, non ci sono
scuse che tengano, la gelosia e la violenza non sono affatto dimostrazioni
di affetto.
"La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci." (Isaac Asimov)

Cordiali saluti,
Teresa Piccione 3D